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Formati

Il formato suggerisce il tipo di esperienza

Un romanzo o un saggio si tengono con una mano e si leggono a 35/40 cm di distanza dall'occhio. Si studia su un testo di 300 pagine posato su un tavolo a 50/60 cm. Lo pagina su uno schermo di un portatile può essere letta a circa 35 cm, mentre su uno schermo da 27" la distanza sarà di circa 70 cm. I tablet si tengono sul palmo della mano e le distanze sono simili a quelle del libro, il testo si può ingrandire e/o spostare, ma questa operazione non sempre risulta favorire una lettura comoda. Infine, una pagina proiettata sulla LIM si dovrebbe poter leggere da 3 a 10 metri.

Ogni formato suggeriesce una differente esperienza d'uso, alla quale corrisponde una tipologia di lettura. Ogni tipologia di lettura predilige distanze ottimali tra l’occhio del lettore e la superficie della pagina.

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È ragionevole pensare che ogni dispositivo, definendo un formato e un'eperienza d'uso unica, richieda un progetto grafico ad hoc. Ma è sempre più probabile che il lettore migri da un dispositivo di lettura a un altro in base ai contesti in cui si trova. Uno studente in autobus ripassa sul palmare, a scuola il professore spiega sulla LIM, in biblioteca lo stesso studente studia sul libro di carta e a casa sul PC... Queste diverse esperienze devono essere unite da un ambiente di lettura coerente, generato da un progetto grafico dinamico che si adatta ai dispositivi utilizzando gli stessi elementi grafici, le stesse metafore, gli stessi comportamenti.

Confronto formati tra carta e schermo

La pagina del libro ha generalmente uno sviluppo verticale, mentre gli schermi hanno uno sviluppo orizzontale. La doppia pagina del libro (il libro aperto) può avvicinarsi alla diagonale degli schermi ma ciò non risolve il problema della colonna bianca in cucitura. Questa la difficoltà nel far migrare l'unità minima percettiva del libro (la pagina) nello schermo, che risponde a regole compositive ed espressive diverse, dettate dalla sua dimensione e dal suo formato orizzontale.

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Adattabilità ai formati vs memorizzazione

Per poter leggere lo stesso contenuto su dispositivi diversi per formato, risoluzione e tecnologia, è necessario disporre di tutti gli elementi separarti in unità minime, in modo che possano ridisporsi dinamicamente nelle pagina. La ricomposizione della pagina in base al dispositivo di lettura attivato rende difficile per il lettore costruirsi una "mappa mentale" della pagina - pensate a un epub con il testo reflowable: cercate un passo che vi ha colpito, a che pagina era? era in alto o in basso? come fate a ritrovarlo? Dall'altro lato, una pagina statica con una sola tipologia di visualizzazione dei contenuti non è il massimo di efficienza - pensate al PDF di un libro spostato su un tablet o proiettato con la LIM, ingrandite, spostate, rimpicciolite...

Una delle questioni centrali del progetto grafico è come rendere il contenuto facilmente memorizzabile e al contempo adattabile ai vari dispositivi.

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Il lettore costruisce il contenuto della pagina ricostruendo equilibri e legami tra illustrazioni, fotografie, titoli, sottotitoli, didascalie, note, testo corrente, schede, esercizi... Questi legami sono semantici e devono essere mantenuti quando la pagina si ricompone, per adeguarsi a diversi formati. Rapporti dimensionali, distanze, colori, gerarchie e sequenze devono ricrearsi rimanendo costanti, ricomporsi adattandosi ai nuovi spazi secondo regole esplicite chiare e semplici. 

In questa chiave il progetto grafico può essere pensato come un algoritmo che applica, secondo schemi predefiniti, stili di visualizzazione agli elementi della pagina.

Ricorda che

  • Il formato suggerisce il tipo di fruizione
  • Il formato determina la tipologia di lettura
  • Formati diversi generano esperienze diverse
  • Il formato condiziona la quantità di informazioni
  • Il formato condiziona il numero delle pagine
  • Formato e risoluzione sono correlati
  • La risoluzione incide sulla leggibilità
  • Il formato incide sul peso fisico
  • La risoluzione e il formato incidono sul peso digitale
  • Verticale pagina / orizzontale schermo
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cartaschermo.jpg

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Un esempio di progetto grafico (a), con gabbia asimetrica rispetto alla cucitura del libro, studiato in modo da permettere un'esperienza d'uso coerente tra carta e dispostivi elettronici. Nella colonna centrale (b) è evidente la perdita di informazioni dovuta alla drastica riduzione dalla doppia pagina allo schermo. Nella colonna a destra (c) le pagine si dispongono in un'unica colonna e il rapporto testo immagine rimane coerente. (progetto Chialab)
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La distanza di lettura condiziona gran parte delle scelte sulla dimensione del carattere, sul tipo di composizione della pagina e in definitiva sulla tipologia di contenuto. Un glifo su un tablet con un'altezza da 1,5 mm sarà alto 13,5 mm proiettato sulla LIM. Ma anche se si rispetasse questa proporzione di ingrandimento l'esperienza d'uso suggerita dal contesto e dalla distanza impedirebbero una lettura comoda e la memorizzazione di una doppia pagina "modello libro di testo".
Interactive eBook "Le Grammatiche del Pensiero", Zanichelli

Interactive eBook "Le Grammatiche del Pensiero", Zanichelli

La pagina a video ha la stessa configurazione della pagina a carta. Anche il numero di battute per riga è lo stesso. Il lettore può passare da un media all'altro senza dover acquisire nuove competenze sulla navigazione. Interactive eBook "Le Grammatiche del Pensiero", Zanichelli 2012. (Progetto Chialab).
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