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Gabbie

È invisibile, ma c’è

La gabbia o griglia è la struttura invisibile che compone gli elementi della pagina. Questa struttura è composta da linee verticali che definiscono la giustezza del testo (larghezza della colonna) e lo spazio tra colonne, dai margini che delimitano lo spazio tra la fine dei contenuti e la fine della pagina, da linee orizzontali basate sull'interlinea del testo. Questa struttura dividendo la pagina in moduli su cui si dispongono gli elementi grafici, rendono possibile con un colpo d’occhio la navigazione e l’orientamento attraverso la pubblicazione.

Grazie alla gabbia le pagine di un documento avranno un aspetto e un ritmo costante, che faciliterà il percorso di lettura, la memorizzazione e la mappatura mnemonica dei contenuti.

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Spartito ed esecuzione

La gabbia è come uno spartito. Disegnata sulle esigenze dei contenuti, permette di variare la composizione della pagina articolando gli elementi all’interno di regole prefissate. Questa variabilità della composizione degli elementi della pagina sulla gabbia (impaginazione) permette ai contenuti di disporsi mettendo in risalto le loro qualità, suggerendo l’ordine di lettura e l’importanza di ognuno di essi. Dalla modularità della gabbia deve emergere la gerarchia dei contenuti.

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Vi sarà capitato di cercare un passo in un romanzo e di trovarlo con fatica, perché la composizione costante, a colonna singola, genera una texture visiva che non vi ha permesso durante la lettura di costruirvi un’immagine memorabile della pagina. Questa immagine mentale è ancora più difficile da memorizzare nel caso di testi che si adattano ai diversi supporti elettronici mutando la configurazione della pagina. La costruzione della gabbia deve tener conto di proporre pattern visivi coerenti tra diversi media. In un libro di testo il ricordo e il successivo reperimento dell’informazione è fondamentale per la memorizzazione e lo studio. La composizione della pagina deve presentare elementi di continuità (che facilitano la navigazione) con elementi di discontinuità che stimolano e permettono la memorizzazione.

Lo spazio bianco

La gabbia rende funzionale lo spazio bianco trasformandolo da ciò che apparentemente sembra vuoto e passivo in ritmo di lettura, organizzazione della pagina, sistema espositivo. Il vuoto, il bianco lo si trova ai margini, tra la fine del testo e il rifilo della pagina, nello spazio tra le colonne di testo, tra le immagini, sopra e sotto i titoli, ma anche tra le righe di testo (interlinea) e tra i singoli glifi (spaziatura). Costringerlo, ridurlo significa suggerire un ritmo serrato alla lettura; renderlo uniforme porta a una lettura costante e continua; allargarlo, chiuderlo, riaprirlo, renderlo diverso in ogni occasione significa guidare il lettore attraverso la scoperta della pagina ricreando un'esperienza sempre nuova.

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A ognuno la sua gabbia

Non ci sono regole fisse che attribuiscono una tipologia di gabbia a determinati contenuti. Ci sono delle consuetudini alle quali il lettore è abituato e dei contenuti che gradiscono stare in determinate gabbie. Nei quotidiani online si è diffusa la gabbia colonnino/colonna/colonnino mentre su carta rimangono stabili tra 6 e 8 colonne; la narrativa sta meglio su colonna singola, i settimanali online colonna/colonnino, a stampa tra 4 e 6 colonne.

Colonna singola

Si presta per contenuti con un flusso narrativo costante. I contenuti si susseguono sequenzialmente. La lettura è di tipo regolare e ogni elemento che disturba questo ritmo è una distrazione. Le antologie, per tipologia dei contenuti, sono spesso costruite su colonna singola per i brani antologici ai quali si alternano gabbie a più colonne per commenti critici, note, parafrasi, illustrazioni.

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Colonna più colonnino

È una gabbia che si trova principalmente nei libri di testo e nel web. Si presta per contenuti con una struttura portante forte, centrale, costituita da argomentazioni logiche che si susseguono. Anche le figure, se sono parte integrante del contenuto, vengono posizionate nella colonna. Il colonnino è utilizzato per accogliere informazioni e figure accessorie.

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Due colonne, tre colonne, quattro colonne

Sono gabbie mutuate da settimanali e quotidiani che hanno l’esigenza di movimentare la pagina con contenuti dal taglio differente. Nella scolastica, l’uso di queste gabbie può avere lo stesso scopo, permettendo una lettura simultanea nella pagina di materiali diversi come schede, esercizi, approfondimenti. Sugli schermi l’utilizzo delle colonne con testo a seguire non è ergonomico perché, se il testo supera l’altezza dello schermo, costringe a ri-inquadrare la pagina ad ogni cambio di colonna.

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Modularità orizzontale

Le colonne determinano la modularità verticale della pagina, scandendo il contenuto in blocchi omogenei per tipologia, a seconda della larghezza (giustezza) della colonna.

La gabbia può suddividere la pagina anche in moduli orizzontali. Questa partizione assegna delle posizioni fisse in senso orizzontale agli elementi della pagina permettendo allo sguardo di trovare alla medesima altezza la stessa tipologia di contenuto. Tutti i titoli alla stessa altezza, le immagini sempre posizinate in alto, le schede in basso.

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Elastiche o rigide?

L’editoria su schermo permette di utilizzare gabbie elastiche, dove i contenuti si adattano alla dimensione della finistra e alla tecnologia di visualizzazione. Questa possibilità deve essere utilizzata con attenzione, poiché un’eccessiva mobilità della gabbia può produrre colonne che si allargano e restringono, costringendo il testo su giustezze troppo lunghe o troppo strette, immagini ingrandite o ridotte non in funzione dell'importanza ma del ridimensionamento della finestra, composizioni che “crollano” verticalmente in finestre strette o che si diradano in finestre larghe... Tutto questo, oltre ad alterare la leggibilità della pagina, tende a ridurne drasticamente la memorizzazione. Il design della gabbia deve tener conto di queste potenzialità e di questi rischi.

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Interpretare la gabbia

Per assecondare le diverse tipologie di contenuto, fornire un’esperienza percettiva diversa per ogni pagina, valorizzare ogni singolo contenuto è necessario interpretare la gabbia all'interno di regole date. Il progetto grafico deve fornire una serie di layout modello ai quali l’impaginatore può affidarsi per mettere in pagina testi e immagini con la massima discezionalità, rimanendo comunque all’interno di regole stabilite.

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Ricorda

  • Ogni contenuto/testo esige la sua gabbia.
  • La gabbia orienta il lettore e ottimizza i tempi di produzione.
  • La gabbia la progetta il grafico, il contenuto lo dispone in pagina l’impaginatore.
  • La gabbia non è un carcere, ma uno spartito.
  • Chi impagina può essere una persona diversa da chi ha fatto il progetto grafico.
  • L’interpretazione della gabbia deve essere costante.
  • Più la gabbia è articolata e complessa e più avrà bisogno di cure.
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È più facile ricordare e ritrovare un contenuto se il design della pagina ci ha dato la possibilità di costruirci un'immagine mentale personale non standardizzata per quel contenuto.
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Esempi di gabbia elastica e gabbia rigida. Nelle gabbie elastiche, i contenuti si ridistribuiscono in base alle dimensioni della finestra, mentre nelle gabbie rigide i contenuti mantengono un'impaginazione fissa, che non viene modificata dalle dimensioni della finestra.
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Gabbia web con livelli sovrapposti a comparsa.
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Possibilità generative offerte da una gabbia a sei colonne. La gabbia articola lo spazio della pagina in colonne (verticali) e moduli (orizzontali). Più è alto il numero di moduli e colonne più la gabbia lascia margini di libertà compositiva all'impaginazione. In questo caso la giustezza e dell'altezza delle colonne viene definita dall'impaginatore sulla base dei contenuti. Tu non uccidere (progetto Chialab).
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Ampi margini bianchi non sporcano le dita con inchiostri poco stabili sulla carta. Oggi la quantità di bianco/vuoto oltre a essere funzionale alla lettura e alla organizzazione dei contenuti manifesta immediatamente la tipologia della pubblicazione. Un tascabile o un quotidiano (anche online) riducono al minimo il bianco, gli interstizi tra i contenuti sono al minimo. La prima edizione o un catalogo d'arte dispongono spesso di margini generosi.
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