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Didascalicon

Introduzione

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Oggi i contenuti editoriali sono destinati a diversi dispositivi di lettura. Questa condizione richiede un ripensamento abbastanza radicale degli strumenti del lavoro redazionale (e-editing), delle modalità attraverso le quali i contenuti si adattano alle nuove condizioni di fruizione (progetto grafico) e in definitiva del modo in cui si leggerà o si fruiranno i contenuti.

Di fronte a questa trasformazione, abbiamo sentito l'esigenza di condividere il materiale prodotto in questi anni in relazione a lavori che hanno visto i nostri progetti e le pratiche editoriali spostarsi sulla rete e sui dispositivi di lettura digitali. Si tratta di appunti nati da letture e discussioni in studio e con colleghi, schede del sistema di e-editing basato su BEdita, dispense per i nostri studenti, riflessioni nate da consulenze.

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Il nome Didascalicon ci è stato suggerito dalla rilettura di Nella vigna del testo, per una etologia della lettura di Ivan Illich. Illich, commentando il Didascalicon di Ugo di San Vittore, indaga l'evoluzione dell'approccio al testo trecento anni prima di Gutenberg. Leggendo il Didascalicon, Illich ci mostra un mondo in trasformazione, che anticipava la tecnologia della stampa, un mondo che abbandonava l'oralità delle pagine lette e disegnate senza soluzione di continuità tra testo e immagine, in una vertigine di glosse e annotazioni, e che si avviava verso il libro come l'abbiamo conosciuto sino a pochi decenni fa. In questa descrizione dell'uso della pagina prima della stampa abbiamo trovato non poche similitudini con le trasformazioni ora in atto. L'assenza della centralità dell'autore, la frammentazione del testo che va oltre la rilegatura, il congelamento in un tomo definitivo, la dinamicità grafica della pagina che assembla linguaggi diversi, la disponibilità ai commenti, l'oralità del testo letto ad alta voce... sono tutte caratteristiche del libro come strumento di convivialità prima della stampa, sono tutte caratteristiche perse in cinque secoli di stampa, e che oggi sono nuovamente possibili.

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Editoria

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Ugo di San Vittore legge insieme a tre monaci. Anonimo, 1190 circa.
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